Articoli taggati con "fantascienza"
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La zona grigia. Quasi mai come in questo caso il delirio di Auschwitz è stato reso in maniera tanto gelida quanto cruda. Forse, derivando da un impianto teatrale, certi dialoghi sono troppo lunghi, ma nulla toglie alla potenza espressiva ed espositiva di una delle questioni morali più disumane e mostruose della storia. Che è quella degli ebrei che nei campi di concentramento nazisti erano costretti a fare il lavoro degli aguzzini e di bassa manovalanza (e macelleria) contro gli altri ebrei. Agghiacciante (8).
Little Otik. Prodotto nel 2000 nella Repubblica Ceca, …
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Ex Drummer. Malato, osceno ed eccessivo. Così astruso e scorretto da rasentare la genialità (8).
District 9. Ottimo connubio tra azione, fantascienza e splatter. Con un finale quasi kafkiano (7½).
Bubble. Molto dimesso e tendente al patetico, ma comunque strutturalmente molto attendibile, si giova di un buono scorrimento, di una durata ottimale (neanche 70′) e di una notevole prova attori-doppiatori (7+).
Lebanon. Straordinaria unità di luogo e buona intensità dei personaggi (7).
Moon. Impianto arduo (un solo attore) ma buono svolgimento ed ampie vedute. Il mistero finisce presto ma non l’interesse. Riuscito (7).
Il giorno …
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La sottile linea rossa. Sì, parla di guerra e c’è la guerra dall’inizio alla fine ma, paradossalmente, è qualcosa di più. La guerra è solo un paradigma, poco più che una scusa per sussurrare – come i pensieri narranti dei personaggi – come tutto sia privo di senso (7½).
Appaloosa. Western fatto bene, classico, modesto ed onesto (7).
Flash of Genius. Intenso e sentito (7).
The Big White (6½).
Pulse – Kairo. Confusionario e confuso, a tratti affascinante e certamente non privo di qualche idea. I fantasmi non uccidono …
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Stick It (Jessica Bendinger – 2006): La 17enne Haley Graham è una ribelle che, all’ennesima bravata, viene condannata a scontare un periodo di rieducazione in una struttura scelta dai suoi genitori… – Insipido e scontato con una morale tra il risibile ed il waltdisneyano, e d’un irrealismo quasi irritante. (4 ½)
Sunshine (Danny Boyle – 2007): Anno 2057. Il sole sta morendo a causa di una strana forma di materia altamente instabile che cresce al suo interno e rende inattuabile la fusione nucleare. L’unica possibilità di sopravvivenza per la terra e …







