Articoli taggati con "Coen"
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Ben X. Non sempre efficace, a volte stupido e puerile, possiede una forza inconsueta: la potenza del naif e della poesia (7).
Lord of War. Peccato che sia un po’ noioso e ripetitivo, perché il pessimismo ed il cinismo che emana sono congrui ed anche atroci (7).
Revanche – Ti ucciderò. Persino da un paese senza una storia cinematografica di rilievo come l’Austria, arrivano a darci una lezione di cinema! C’è poco da ragionare, il cinema è semplice: o si ha una storia da raccontare o qualcosa da dire o entrambi. E …
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A Serious Man. A parte la semi-atroce moda di troncare il finale, i fratelli Coen non deludono e tirano fuori un bel film col solito sarcasmo. Anche se Burn after reading – A prova di spia era meglio (6½).
Brick – Dose mortale (anche – La roba). Con una sceneggiatura poco plausibile e senza un crescendo decente, si fa apprezzare più per il sapore noir che per una narrazione interessante (6½).
Brothers. Nessuna novità narrativa o tematica. Ma la brutalità della guerra irrompe prepotente, non senza qualche difficoltà (6½).
Precious. Crudo ma un …
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Burn after reading – A prova di spia. Tra alti e bassi la carriera dei fratelli Coen ha sempre prodotto film buoni, come minimo. Qui volano più in alto, siamo al cospetto di un cinema snello e vivace, scorrevole e limpido. Più maturo di qualsiasi tarantinismo postmoderno. Nonostante qualche eccesso macchiettistico mimico di certi interpreti (Clooney) (8).
Garage. Tristissimo anche se minimalista. O forse proprio per questo. Perché è il male di vivere – universale – che parte da un disadattamento particolare e finisce nel cuore di tutti (7½).
Harsh times – …
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di Joel Coen (O Brother, Where Are Thou? – USA, 2000. Con George Clooney, John Turturro, John Goodman). Commediola senza infamia e senza (particolare) lode che – raramente – strappa il sorriso. Gli attori di calibro sono così sopra le righe da risultare troppo poco credibili.
Innocuopassatempo. (6)








