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Film #27

12 febbraio 2011 (23:18:18) 982 viste Un cazzo di commento 

La zona grigia

La zona grigia. Quasi mai come in questo caso il delirio di Auschwitz è stato reso in maniera tanto gelida quanto cruda. Forse, derivando da un impianto teatrale, certi dialoghi sono troppo lunghi, ma nulla toglie alla potenza espressiva ed espositiva di una delle questioni morali più disumane e mostruose della storia. Che è quella degli ebrei che nei campi di concentramento nazisti erano costretti a fare il lavoro degli aguzzini e di bassa manovalanza (e macelleria) contro gli altri ebrei. Agghiacciante (8).

Little Otik

Little Otik. Prodotto nel 2000 nella Repubblica Ceca, è un film praticamente indistribuibile dalle nostre parti. Un’opera assurda e burlesca come un Eraserhead in chiave demenziale, contaminata dalla poetica perfida e morbosa dei fratelli Grimm. Un piccolo capolavoro assolutamente da riscoprire (8).

Il segreto dei suoi occhi

Il segreto dei suoi occhi. Imperfetto ma con una forza narrativa notevole, riesce a creare interesse ().

After Life

After Life. Una ventata d’originalità col surplus della giusta ambiguità (6/7).

Paranormal Activity 2

Paranormal Activity 2. Nell’ambito di un horror al di sopra della media del genere degli ultimi tempi, ci sono punti a favore e punti contro. Questi ultimi sono la reiterazione del mezzo in pseudo-presa diretta ed alcune scene prese in prestito dal film precedente. Insomma PA2 non inventa niente. Ma forse funziona un po’ meglio, nonostante una mezza spiegazione tirata via anche più decisamente che in passato, per via dell’atmosfera anche più domestica e consueta che nel predecessore, che sapientemente contrasta con l’aura malsana che si fa sempre più insistente. In definitiva è un peccato che si tratti di un sequel (6/7).

An American Haunting. Le scene delle possessioni sfiancano chi guarda come la posseduta, tanto sono reiterate e monotone. Ma i meccanismi della paura sono quelli giusti ed il risvolto incestuoso coglie nel segno (6½).

Gorbaciof. Toni Servillo si conferma uno dei migliori attori in circolazione (se non il migliore, almeno in Italia) in questo film pseudo-minimalista. I rari momenti lirici tendono a stonare con l’impianto asciutto di questa storia di un perdente, con citazione finale di Pulp Fiction in tono del tutto opposto (scanzonato vs triste) (6½).

Pandorum – L’universo parallelo. Non male il senso di claustrofobia e l’unità di luogo; così così quel certo déjà vu che emana. Ma è sbagliato storcere troppo il naso, dopotutto è uno dei migliori tra i film di fantascienza più recenti. Tutto un altro mondo rispetto al mediocerrimo Avatar (6½).

Valhalla Rising. Violentissimo, silenzioso, oscuro ed arcano. Il fascino visivo non riesce a sovrastare il fatto che è un film incomprensibile (6½).

Dead Silence. Alcune idee degne e delle buone atmosfere horror riescono a malapena a tenere fuori il film dalla mediocrità (6).

Shrek  e vissero felici e contenti. A parte qualche piccola genialata, l’ultima shreckata sa di poco (6=).

A cena con un cretino. Il remake americano dell’accettabile film francese La cena dei cretini, è troppo sciatto e molto più insipido (5).

Brooklyn’s Finest. Tre dannazioni indipendenti di poliziotti problematici, arrivano solo a sfiorarsi senza mai incontrarsi. E non incontrano neanche la credibilità narrativa o l’interesse dello spettatore (5).

Wall Street – Il denaro non dorme mai. La prima metà è quasi avvincente ma la seconda è fiacchissima e banale (5).

Inception. I ghirigori della trama e della fantasia degli autori sono così insistiti che inevitabilmente sfuggono al controllo del regista. E – ridicolmente per via della narrazione movimentatissima – si finisce ad annoiarsi (4).

La creatura dei ghiacci. Fantascienza pseudo-ecologista da quattro soldi (4).

Shuttle – L’ultima corsa verso l’oscurità. Molto noioso e ripetitivo, si riesce a malapena a vederlo finire giusto per la curiosità di appurare se s’è indovinato come va a finire (4).

The Road. La visione è molto noiosa e sofferta. Peccato per lo spreco di una fotografia eccellente (grigia ed iper-decadente) (4).

Senza apparente motivo. All’inizio il film è brutto e noioso e poi diventa brutto, noioso e odioso, con una messinscena antipatica, mielosa e supponente (3).

The Losers. Cacata fracassona per bimbi la domenica pomeriggio (3).

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle (1 voti, media: 5,00 su 5)
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Un commento »

  • Felosofia » Blog Archive » Film #29 ha scritto:

    [...] nel bosco e la pressoché assenza di approfondimento del profilo dei personaggi. Un po’ come Paranormal Activity 2 (e la quasi totalità degli horror). Benché i tentativi di interpretare i film horror in chiave [...]

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