Archivio di luglio 2010
Cinema »
Burn after reading – A prova di spia. Tra alti e bassi la carriera dei fratelli Coen ha sempre prodotto film buoni, come minimo. Qui volano più in alto, siamo al cospetto di un cinema snello e vivace, scorrevole e limpido. Più maturo di qualsiasi tarantinismo postmoderno. Nonostante qualche eccesso macchiettistico mimico di certi interpreti (Clooney) (8).
Garage. Tristissimo anche se minimalista. O forse proprio per questo. Perché è il male di vivere – universale – che parte da un disadattamento particolare e finisce nel cuore di tutti (7½).
Harsh times – …
Cinema »
Ogni cosa è illuminata. Parte come una commedia e finisce come un film drammatico; molto agile, piacevole e spedito, anche se s’impantana un po’ nelle melme dei ricordi strappalacrime (7½).
Le vite degli altri. Sarebbe quasi una manna per il berlusconismo anticomunista. Ma considerarlo un atto d’accusa contro i regimi comunisti – del resto sacrosanto – sarebbe sbagliato. Perché semmai l’atto d’accusa andrebbe inteso contro ogni totalitarismo oppressivo. Ma soprattutto perché il film è più un romanzo di persone, di passioni, di disillusioni e di ricerca di giustizia. Passionale, appassionato, anche …
Cinema »
La sottile linea rossa. Sì, parla di guerra e c’è la guerra dall’inizio alla fine ma, paradossalmente, è qualcosa di più. La guerra è solo un paradigma, poco più che una scusa per sussurrare – come i pensieri narranti dei personaggi – come tutto sia privo di senso (7½).
Appaloosa. Western fatto bene, classico, modesto ed onesto (7).
Flash of Genius. Intenso e sentito (7).
The Big White (6½).
Pulse – Kairo. Confusionario e confuso, a tratti affascinante e certamente non privo di qualche idea. I fantasmi non uccidono …
Ca++ »
La Germania umilia l’Argentina in modo sorprendente solo per i giornalisti. Non si gioca sempre col Messico e non sempre c’è Rosetti & co. a (far finta di) arbitrare. È la lezione dell’organizzazione di una squadra di impiegati attenti e vogliosi, contro una masnada di giocatori (pochissimi bravi, qualche onesto e troppi scarponi) messa insieme alla meglio, che faceva affidamento su Messi che però non è pervenuto. Quelli davvero grandi si vedono nel momento della difficoltà: è lapalissiano che, a dispetto del Pallone d’oro, Messi non sia ancora un grandissimo. …







