Perché non possiamo essere interisti
Dicono che stasera tutti gli italiani devono tifare Inter, perché se viene eliminata dal Chelsea ci levano una squadra dalla Champions League nelle prossime stagioni. E chi se ne frega?
Spesso la quarta classificata non è una squadrona, forse è meglio andare in Champions con squadre un po’ più sostanziose, che stentare e patire con squadrette, a prescindere che negli ultimi anni fanno schifo tutte le italiane. È palese e risaputo che lo strapotere europeo del calcio inglese e spagnolo è figlio dei debiti immani di quei club: le squadre che vincono di più, sono quelle più indebitate. Ecco di cosa parla Platini quando dice della moralità del calcio europeo.
L’antipatia dell’Inter e di Mourinho non è un fatto opinabile né questionabile né soggettivo. È un fatto in sé, una categoria assoluta dell’intelletto, praticamente una condizione aprioristica dell’esistenza. Com’è umanamente concepibile pretendere che gli italiani non interisti possano sperare che vada avanti questa squadra “italiana”? Come posso desiderare che l’odioso portoghese batta il modesto e simpatico emiliano (Ancelotti)? Perché devo augurarmi che Lucio, Zanetti (che è argentino), Stankovi? ed Eto’o facciano meglio di Malouda, Terry (che è un maiale), Anelka e Drogba?
Gli unici barlumi di italianità di questa squadra sono Materazzi, purtroppo, e Balotelli (per fortuna, in prospettiva, se smette di fare il bimbo scemo). Peccato che il primo sia un mezzo delinquente a piede libero ed il secondo stasera resti a casa sua.
Forza Carletto!
















Vabbè via, quest’anno la vincete di sicuro. Auguri…