Archivio di novembre 2009
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Tony Manero. Miseria, disperazione e sconfitta in un Cile oppresso dal regime militare. Da cui emerge, prepotente e squallida, la figura di una specie di Henry (pioggia di sangue), ancora meno drammaturgica e stereotipata dell’originale, ma altrettanto violenta ed abbietta. Forse addirittura di più (7).
Il delitto Fitzgerald. Sempre in bilico tra profondità e banalità, riesce a non cadere quasi mai nella seconda (7).
U-Boot 96. La Seconda Guerra Mondiale sottomarina dalla parte dei tedeschi: prospettiva più unica che rara. Nella difficilissima intenzione di conciliare la disillusione di alcune frange più navigate …
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Il settimo sigillo. Opera immortale sulla morte, la fede e la religione. Critica, dubbiosa ed imponente, com’è giusto che sia (8).
Fortapàsc. Non è il primo e non sarà l’ultimo film sulle vittime di mafia/camorra. Ma questo, nonostante un gusto acre e pessimistico che deriva dal fatto che si sa già come andrà a finire, è un grande film. Marco Risi è bravo e gli attori – tutti – ancora di più (7½).
Le mele di Adamo. Gioiellino dai minimi mezzi ma tipico del nord Europa; intendiamoci, niente trascendenze vontrieriane o agnosticismi …
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Frozen river – Fiume di ghiaccio (7½).
I’ll Sleep when I’m Dead. Fa il passo più lungo della gamba: punta in alto ma gli mancano i mezzi. Per colpa di una sceneggiatura con almeno un paio di vistose lacune. Doppiaggio mediocre (6½).
The Wrestler. Verace e sincero, ma mai eccelso (6½).
The International. Indubbiamente è fatto bene, quasi per intero. Peccato che certi aspetti della marcia finanza globalizzata arrivino ad un epilogo un po’ impoverito (6½).
Mare dentro. L’argomento etico per eccellenza del nuovo millennio (la richiesta volontaria dell’eutanasia), delicatissimo, viene trattato in un …
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Katyn. Uno degli episodi più tremendi e controversi della Seconda Guerra Mondiale in Polonia, è narrato in modo spesso dispersivo ma sorprendentemente efficace. E, per una volta, i boia non sono i Tedeschi. La scena finale, sincera e cruda, rasenta l’insostenibilità. Doppiaggio scadente (7).
Never Die Alone. Bello senza strafare (7).
The Bunker. Anche se spesso indeciso su che strada prendere, è piuttosto notevole per originalità di accostamenti e fluidità della narrazione (7).
Cielo d’ottobre. Il peggio ed il meglio della retorica sul sogno americano. Lineare, scontato e semplice. Ma fatto bene, nel …
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Autentico capolavoro dell’animazione moderna, un paradiso per l’infanzia, si fa apprezzare in maniera convincente anche dagli adulti. La resa dei cani ha del miracoloso (il Bulldog è probabilmente il miglior cane animato mai visto sullo schermo: le espressioni e le smorfie sono davvero quelle di un Bulldog, con tanto di linguina che resta fuori dal prognatismo della bocca! magistrale!).
Il film è intriso di una sapiente miscela di originalità, romanticismo (in senso lato ed in senso buono) e delicatezza. Con in più la classe e la maestria di alcune trovate divertentissime. …
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Johnny Depp passa con lodevole disinvoltura dai consueti personaggi stoltarelli, disincantati e peterpaniani, ai panni di una leggenda del crimine americano. Il suo John Herbert Dillinger è abbastanza convincente, anche se non si può certo gridare all’immensità della prova attoriale: troppo poche espressioni, poche sfaccettature del carattere, troppe frasi ad effetto in odore d’inutilità. Ma chiaramente qui la colpa non è solo sua.
Molte parti della vera storia della banda di Dillinger sono avvolte dalla leggenda e risultano storicamente incerte. Ma il film riesce a non rispettare anche diversi episodi ben …







